Nell’ambito della Rievocazione Storica - Palio delle Corti 2017 e in concomitanza con la ricorrenza del 750° anniversario della traslazione delle spoglie mortali di Manfredi di Svevia, si è tenuto a Ceprano un importante convegno di studi.
Nella mattinata di domenica 8 ottobre, presso la sala Sandro Pertini, studiosi e appassionati medievisti hanno partecipato ad un dibattito incentrato sui tanti temi ancora aperti intorno alla figura di Manfredi e su quanti, con lui, determinarono i futuri assetti dei due poteri allora in contrapposizione: Papato e Impero, i due soli tanto cari a Dante e da lui descritti nel terzo libro del De Monarchia e nel XVI canto del Purgatorio.
Il Convegno si è aperto con un happening molto coinvolgente: Simone Ignagni, stimato attore e regista cepranese, ha vestito i panni di Manfredi e recitato un monologo tratto da un appassionato testo teatrale di Franco Palombi, Vigilia di Pace. In questo brano Manfredi, recitando a lato del sarcofago che avrebbe contenuto le sue spoglie mortali, si interroga su chi saranno i suoi nemici, i suoi alleati e su quale sarà l’esito della trattativa intavolata con Papa Innocenzo IV (Ceprano, 11 ottobre 1254); commozione e partecipazione attenta dei presenti hanno accompagnato la drammatizzazione.
Il moderatore, il Prof. Gianni Blasi, ha subito dopo riportato l’attenzione al rigore degli studi lasciando l’ambito teatrale per affrontare l’arduo compito di ricercare la verità su Manfredi e sui suoi ultimi giorni.
Tre interventi hanno scandito il convegno e in essi i relatori, presentando numerosissime fonti documentali, hanno cercato di spiegare e rendere comprensibile ai presenti la complessità del momento storico in cui si svolse la vita di Manfredi.
Il Prof. Francesco Morante ha esaminato attraverso diverse argomentazioni, la possibilità reale di indicare precisamente sia i luoghi della Battaglia di Benevento che quelli della prima e seconda sepoltura di Manfredi. Con ricchezza di fonti ed una esaustiva bibliografia, allegata al suo intervento, Morante individua il teatro dello scontro, la prima sepoltura nei pressi del campo di battaglia e la definitiva tumulazione avvenuta su iniziativa del Vescovo di Cosenza, così come riportato anche da Dante. Le conclusioni cui il Prof. Morante tende non svelano con certezza i dubbi, ma sottolineano quanto, a così tanti anni di distanza dagli avvenimenti, sia ancora vivo l’interesse che la figura di Manfredi riesce a suscitare.
Nell’intervento della Prof.ssa Mariaelena Prinzi sono stati esaminati numerosi documenti che parlano proprio della sepoltura di Manfredi e di come il suo nemico, Carlo D’Angiò, gli tributasse i dovuti onori rispettandone il rango e la dignità.
La Prof.ssa Prinzi esamina anche come la toponomastica porti ad individuare nel “Verde” il Fiume Liri e di come, se questa ipotesi fosse corretta, aprirebbe altri quesiti circa i motivi che portarono alla definitiva tumulazione di Manfredi a Ceprano. Esaminando le varie ipotesi su quale possa essere stata la causa vera di tale traslazione avvenuta 750 anni or sono, la Prinzi propende per una sorta di damnatio memoriae che prevede di cancellare tutto ciò che potrebbe portare alla creazione e conservazione del mito di Manfredi.
Di segno diverso è l’intervento del Prof. Antonio Bologna. Lo studioso sottolinea la ricchezza di informazioni su alcuni avvenimenti e la mancanza assoluta di notizie su altri. In parte ciò si potrebbe spiegare appunto la damnatio memoriae di cui sopra.
Il Prof. Bologna ricorda nel suo intervento della contesa tra Papato ed Impero e di quanti, quattro, furono i Papi che combatterono Manfredi. Già da solo questo dato basterebbe a dire dell’importanza di Manfredi nella storia del Duecento.
Il Prof. Bologna ripercorre le tappe salienti della vita del figlio di Federico II, le scomuniche che colpiscono la famiglia Hoenstaufen, la sottomissione di Manfredi a Innocenzo IV e di come gli storici contemporanei ne descrivano molto più attentamente i vizi che le virtù. Tipico della storia che viene scritta dai vincitori.
In realtà l’attenzione del relatore si pone su alcuni fatti salienti quali il tentativo di unificazione della penisola Italica sotto il suo scettro, naufragato anche perché il Papa si rivolge a Carlo D’Angiò chiedendo che scenda in campo contro lo Svevo. Da Carlo il Papa ottiene un appoggio preziosissimo che si concretizzerà, appunto, con la sua calata in Italia alla testa di un forte esercito che affronterà Manfredi nella definitiva Battaglia di Benevento nella quale Manfredi verrà sconfitto e troverà la morte.
Ultimo capitolo trattato dal Bologna riguarda la sepoltura di Manfredi. Se è vero che la tesi del prof. Bologna non si distacca molto dalle altre per la prima sepoltura di Manfredi va detto, però, che per quanto riguarda la seconda egli propende decisamente per una localizzazione diversa e più prossima alla città teatro dello scontro finale.
Il convegno si è chiuso senza dirimere definitivamente le controversie sull’ultima sepoltura di Manfredi, ma di certo ha avuto il pregio di sottolineare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la figura di questo protagonista del Duecento fu centrale per tutta la storia medievale.
Manfredi e Innocenzo IV nel loro incontro a Ceprano sancirono un accordo di primaria importanza per quel tempo e per gli anni a venire tanto che, a così grande tempo da quegli eventi, parlare di loro risulta ancora attuale e suscita interesse sia di accademici e storici che di semplici appassionati di storia locale.